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Europa Donna

diagnosi precoce e screening

Un percorso formativo, di ricerca ad ampio respiro e istituzionale sulla diagnosi precoce e sullo screening mammografico organizzato, sviluppato grazie al lavoro in sinergia di Associazioni pazienti e Specialisti, con il patrocinio delle Società scientifiche GISMA, Gruppo Italiano Screening Mammografico, SIRM, Società Italiana di Radiologia Medica, AITeRS, Associazione Italiana Tecnici di Radiologia Senologica e ONS, Osservatorio Nazionale Screening, con il supporto non condizionato di Bayer.

LE TAPPE DEL PERCORSO “diagnosi precoce e screening”

LA FORMAZIONE

Maggio-Luglio 2021

10 ore d’aula complessive, suddivise in 5 sessioni. 150 partecipanti afferenti ad Associazioni pazienti della rete Europa Donna Italia.

  • La diagnosi precoce nelle diverse età della donna

Docenti. Livia Giordano (Responsabile SSD Epidemiologia e Screening AOU Città della Salute e della Scienza, CPO Piemonte-Torino), Pietro Panizza (Medico Radiologo, Primario di Radiologia a indirizzo Senologico, IRCCS Ospedale San Raffaele, Milano).

  • Gli esami strumentali: mammografia, ecografia, risonanza magnetica

Docenti: Paolo Belli (Responsabile UOS Radiologia Senologica, UOC Radiologia Diagnostica e Interventistica Generale, Policlinico Gemelli IRCCS, Roma), Marco Moschetta (Responsabile U.O.S.D Senologia, Coordinatore Breast Care Unit, AOUC Policlinico Bari), Pietro Panizza.

  • Il rischio individuale e la diagnosi precoce personalizzata

Docenti: Livia Giordano, Pietro Panizza, Jole Natalicchio (Direttore SSD di Biologia Molecolare Oncologica, AOU Ospedali Riuniti di Foggia).

  • Lo screening mammografico

Docenti: Gianni Saguatti (Direttore UO Senologia Ospedale Bellaris, AUSL Bologna), Stefano Pacifici (Presidente AITeRS- Associazione Italiana dei Tecnici di Radiologia Senologica), Pietro Panizza, Livia Giordano, Gessica Martello (Referente Programmi di Screening oncologici, Azienda ULSS 9 Scaligera di Verona, Regione Veneto), Lauro Bucchi (Dirigente area ricerca Epidemiologia e Registro Tumori, IRCCS Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori Dino Amadori di Meldola, Forlì), Mario Taffurelli (Direttore Clinico Breast Unit Policlinico Sant’Orsola, Bologna), Paola Mantellini (Direttore Osservatorio Nazionale Screening), Debora Canuti (Coordinamento Regionale Screening Oncologici, Servizio Prevenzione collettiva e Sanità pubblica, Direttore Generale Cura della persona, Salute e Welfare, Regione Emilia Romagna).

WORKSHOP

26 novembre 2021

Dibattito e confronto sulle tematiche segnalate dalle Associazioni.

Specialisti e associazioni a confronto su:

  • criticità che più incidono sulla rinuncia allo screening da parte delle donne

aspetti che invece possono incrementarne l’adesione.

 

LE RACCOMANDAZIONI per migliorare lo screening mammografico

Primo trimestre 2022

Stesura del documento con le proposte delle Associazioni ai decisori:

  1. Aggiornare e rimodulare il messaggio e le modalità di recapito dell’invito e dell’esito
    Le donne devono avere la possibilità di gestire la loro prenotazione allo screening on line, coerentemente con il Progetto Italia digitale 2026, e ricevere per via telematica l’esito dell’esame, nel rispetto della legge sulla privacy, in materia di protezione dei dati personali.
  2. Formazione in senologia obbligatoria per i Tecnici di Radiologia
    È fondamentale che nei Centri Screening siano operativi Tecnici di Radiologia Senologica specializzati, con una formazione ad hoc anche per quanto riguarda la relazione e la comunicazione empatica.
  3. Migliore comunicazione nella convocazione agli esami di II° livello
    In caso di mammografia positiva oppure con esito dubbio, la donna riceve una telefonata con invito a presentarsi per un accertamento, senza la possibilità di ottenere ulteriori spiegazioni. Sono necessari quindi training specifici per gli operatori sanitari, da attuare anche con l’aiuto delle Associazioni pazienti, al fine di apprendere nuove modalità comunicative.  
  4. Collegamento tra Centro Screening e Breast Unit
    È il momento di assicurare una consecutività tra Centro screening e Breast Unit, al fine di non abbandonare a sé stessa la donna nei momenti critici, ma di inserirla nel percorso strutturato di cura e assistenza che contraddistingue il centro di senologia multidisciplinare.
  5. Verifica sistematica della familiarità al primo accesso
    A tutte le donne che accedono per la prima volta a un programma di screening, deve essere proposto un questionario di verifica della familiarità. In questo modo, è possibile effettuare una selezione delle donne che necessitano di controlli più approfonditi presso un Centro di genetica, dove viene esclusa oppure confermata la presenza di rischio genetico.  In quest’ultimo caso, va attivata la presa in carico della donna con accesso gratuito agli esami raccomandati e ai possibili trattamenti.
  6. Screening dai 45 ai 74 anni in tutte le Regioni
    La prevenzione dei tumori nella donna è una delle priorità del PNR 2020-2025. Ma deve essere raggiunta la copertura del 100% in ogni Regione per quanto riguarda l’invio delle lettere di adesione al Programma di Screening Mammografico, al fine di poter rendere uniforme in tutta Italia la possibilità alla fascia d’età 45-49 e 69-74.

L’EVENTO ISTITUZIONALE-DIBATTITO “screening mammografico: l’adesione aumento con strumenti più efficaci”

«Oggi l’obiettivo è di condividere con le Istituzioni le richieste delle donne, per iniziare un percorso di miglioramento del servizio di diagnosi e di screening», dichiara Rosanna D’Antona, Presidente Europa Donna Italia. «Sono state formulate grazie al lavoro congiunto tra società scientifiche ed associazioni e raccolte in un dossier, che rappresenta un policy brief per i diversi destinatari che vorremmo prendessero in carico l’area di miglioramento di loro competenza».

Con il supporto a questo progetto a fianco di Europa Donna Italia, Bayer conferma l’impegno di ascoltare la voce del paziente, in questo caso delle donne, con l’obiettivo di costruire proposte di miglioramenti concreti alla qualità della vita. “Crediamo fermamente nel valore della prevenzione e della cura come strumenti sempre più efficaci per una diagnosi affidabile e precoce”, dichiara Mario Indaco – Radiology Country Head di Bayer Italia. La collaborazione con Europa Donna Italia, le sinergie con le società scientifiche di settore e il confronto con le istituzioni rappresentano un’ulteriore opportunità per promuovere la cultura della prevenzione e del corretto approccio alla cura”, conclude Mario Indaco.

 

Guarda il video dell’evento online qui.

Leggi il comunicato stampa

Scarica il manifesto delle richieste qui.